[OltreRocciamelone] - Exilles: con gli Alpini per ricordare la battaglia di Monte Nero

Domenica 13 giugno Exilles è stato il nido delle Penne Nere, incastonato tra le Alpi con il suo forte maestoso: si è tenuto il 16° raduno sezionale e l’incontro dei reduci del 3° Reggimento Alpini.

E' stata commemorata la battaglia del Monte Nero, che ha ispirato poesie e un famoso canto degli alpini, Monte Nero [qui] 

Insieme agli alpini dell’ANA Val Susa, erano presenti molte altre sezioni piemontesi, la Protezione Civile e numerose rappresentanze: per fare alcuni esempi, c’erano i bersaglieri, i granatieri di Sardegna, i carabinieri, la polizia, i marinai, e anche alpins e chasseurs alpins di Chambery e Briançon.

Un mare di gagliardetti e stendardi hanno colorato la sfilata partita dal piazzale del forte e diretta alla piazza del paese per omaggiare il monumento dedicato agli alpini. La fanfara della sezione Val Susa ha accompagnato la cerimonia con le musiche che ancora oggi fanno battere il cuore degli italiani che sanno chi e che cosa li hanno resi tali.

Hanno preso la parola Giancarlo Sosello, presidente della sezione ANA Val Susa, il comandante del distaccamento 3° reggimento Alpini, il maresciallo cavalier Rosatelli, reduce novantaseienne del battaglione Exilles, il consigliere regionale Gian Luca Vignale, il presidente della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone Sandro Plano, il consigliere nazionale ANA Mauro Gatti, il generale degli alpini Giorgio Blais e il sindaco di Exilles Michelangelo Castellano. Infine è stata celebrata la messa, che si è conclusa con la “preghiera dell’alpino”.

I discorsi delle autorità hanno messo in luce tre punti fondamentali. Il primo è, come si diceva, la commemorazione della battaglia del Monte Nero, avvenuta nel 1915 e passata alla storia come vittoria talmente brillante da far dire al nemico: “giù il cappello davanti agli alpini!”. Il Monte Nero, in Istria, era un punto di grande importanza strategica ed era occupato dalle truppe austro-ungariche. Il generale Etna stabilì che doveva essere conquistato ed affidò l’incarico ai battaglioni di Exilles e di Susa. Il monte aveva pareti impervie, quindi i nemici non erano molto numerosi, perchè un assalto era considerato un’impresa quasi impossibile. Gli alpini puntarono quindi sul fattore sorpresa. Coperti da un’azione sviatoria condotta dal battaglione Susa, gli alpini del battaglione Exilles, con poco equipaggiamento al di fuori di un sacco di terra ciascuno come riparo d’emergenza, compirono una straordinaria impresa alpinistica. Nella notte del 16 giugno scalarono 800 metri di dislivello e attaccarono energicamente le truppe austro-ungariche. Le perdite furono limitate, ma persero la vita due giovani ufficiali che ancora oggi sono ricordati per il loro valore: Alberto Picco e Valerio Vallero.

Le autorità hanno poi ricordato gli alpini caduti sia nelle guerre del passato sia in quelle più recenti. Diverse sono state le riflessioni sul presente e sul futuro degli alpini, in particolare per quanto riguarda le attuali missioni di peace-keeping all’estero. Si tratta di un tema complesso. Il generale Blais, dalla grande esperienza militare e accademica internazionale, interrogato da Luna Nuova su questo argomento, dice: “Io non accetto la definizione di missione di pace: i soldati sono addestrati per fare la guerra. Come diceva Vegezio, se vuoi la pace, prepara la guerra: i nostri contingenti all’estero non fanno missioni di pace, ma per la pace”.

Il terzo punto emerso dai discorsi è la stima e l’affetto che tutti nutrono per gli alpini, presenze vicine ai cittadini, portatori di valori intramontabili.

Così sono gli alpini, solenni ma anche festosi e camerateschi, testimoni di un tempo che fu ed amici di sempre delle nostre montagne e della nostra gente.

Guarda le foto dell'evento nell'album OR [qui]

Da un articolo di Jenny Cuk pubblicato su Luna Nuova n. 45 anno 2010
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1 Response to "[OltreRocciamelone] - Exilles: con gli Alpini per ricordare la battaglia di Monte Nero"

  1. OltreRocciamelone 18 giugno 2010 18:32
    Questo articolo è dedicato con tanto affetto e nostalgia a mio nonno, caporal maggiore Vinko Cuk, che era un alpino, oltre che una persona davvero straordinaria.

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