[OltreRocciamelone] - Moncenisio: Festa dell'Alpage 2010

MONCENISIO – Domenica 18 luglio si è tenuta al Moncenisio la tradizionale Festa dell’Alpage, organizzata dai comuni di Lanslebourg e Novalesa.

Guarda il video-reportage di OltreRocciamelone cliccando [qui]




La splendida giornata di sole ha attirato sulle rive del lago una gran folla italo-francese, che ha potuto percorrere il mercato ricco di prodotti tipici e assistere alla preparazione del formaggio Beaufort. Non è mancata la musica, grazie alla vivace Marching Band, una banda di Saint Jean de Maurienne composta da 30 giovani musicisti che hanno esordito sulle note di YMCA. I gruppi folkloristici di Orelle e di Aussois e i Danceurs de l’Arc (Haute Maurienne) hanno ballato in costume le danze tradizionali, e i bambini hanno potuto fare l’immancabile giro in pony.
Nel giorno della festa è stato molto importante anche lo sport: ha infatti avuto luogo il 20° Giro del Lago, una corsa podistica e ciclistica organizzata dalla Podistica Bussoleno. Erano in gara sette categorie: senior maschile e femminile, 40-59 maschile, over 60 maschile, over 55 femminile, bikers maschile e femminile. I primi classificati sono stati rispettivamente: Nicolò Roppolo, Sara Ferroglio, Salvatore Calderone, Vincenzo Cinus, Anita Trau, Stefano Bergeretti e Morgana Regge. Sono state premiate anche le società più numerose (prima classificata: Avis).
Durante la messa e i discorsi dell’autorità è emerso il tema della fratellanza, ma è stata ricordata anche una ricorrenza importante per i nostri vicini d’oltralpe: il 2010 è il 150° anniversario dell’annessione della Savoia alla Francia. Il sindaco di Novalesa, Ezio Rivetti, e il sindaco di Lanslebourg, Jean-Pierre Jorcin, hanno sottolineato la vicinanza tra due popoli che hanno tanta storia in comune.
.

[OltreRocciamelone] - Storie di treni...

Da un disegno di N. Owl per OltreRocciamelone
Un giorno come tanti, alla stazione di Porta Nuova. Fa caldo. Caldissimo. Sul lavoro mi hanno trattenuto un po’ più a lungo, ma io devo tornare a casa in tempo... Lunga corsa sull’asfalto di Torino, che sembra una fatica perfino riuscire a spostare l’aria afosa per passarci in mezzo - finalmente: la stazione.
Il mio treno parte tra un minuto. Provo a obliterare il biglietto. La macchinetta è rotta. Trenta secondi. Mi guardo intorno, sudata. Se ne cerco un’altra lo perdo. Venti secondi. Vedo che il capotreno è lì sul binario, tranquillo... Mi avvicino e gli spiego che non ho fatto in tempo a obliterare, non è che per favore potrebbe farlo lui o mi dà qualche secondo per arrivare alla macchinetta lì vicino? Risposta:
“Signorina, se sale sul treno con questo biglietto e lo fa obliterare da me, le costerà 5 Euro. Io comunque di sicuro non la aspetto se va ad obliterare adesso”.
Cerco di convincerlo, ma niente, non intende ragioni. Ribadisce che il costo per il servizio che mi deve rendere è di 5 Euro. Prendere o lasciare. Io guardo quel treno: vagoni roventi, strapieni di gente ammassata su sedili sporchi. Poi guardo l’orologio sono già passati più di due minuti! Alla fine guardo la faccia sprezzante di quell’uomo, che sembra quasi sfidarmi. Mi giro e me ne vado.

Un altro giorno come tanti, alla stazione di Porta Nuova. Una ragazza sta correndo per prendere il treno. C’è un ostacolo sul suo cammino. Cerca di saltarlo, ma le rimane il piede impigliato e cade malamente. Il dolore al gomito è così forte che non riesce ad alzarsi. Le si raduna un capannello introno e arrivano anche i poliziotti che pattugliano la stazione. Vogliono portarla all’ospedale: ci sarà qualcosa di rotto. Lei si oppone – odia stare in ospedale, vuole solo tornare a casa, davvero. La accompagnano al binario: qualcuno aveva avvertito la capotreno dell’accaduto e lei aveva deciso di aspettare la ragazza prima di far partire quel treno.
Purtroppo poi la ragazza non riuscì ad evitare l’ospedale e subì due interventi al gomito, ma quel giorno era riuscita a tornare a casa.

Queste sono due storie vere, che dimostrano come si possa fare lo stesso lavoro in modi molto diversi, applicare gli stessi regolamenti con o senza un po’ di umanità.
Ancora oggi, dopo tre anni, la ragazza che era caduta è grata a quella capotreno. Certamente il  suo collega si è trovato a fronteggiare un caso molto meno grave; credo però che molte persone come me ricorderanno quel funzionario indefesso, anche se forse il sentimento che proveranno nei suoi confronti non sarà esattamente la  gratitudine!
.

[OltreRocciamelone] - Coro Alpi Cozie e L'Una e Cinque in concerto a Susa

Foto e brano da lunaecinque.com
SUSA (TO) – Nell’ambito della rassegna “50 anni... di nota in nota”, organizzata dal Coro Alpi Cozie per celebrare il suo cinquantesimo anniversario, venerdì 16 luglio si terrà un concerto in piazza IV Novembre (meglio nota come piazza del Sole) a Susa.

Il Coro Alpi Cozie presenterà in apertura alcuni brani di musica moderna per poi lasciare il palco a L’Una e Cinque, quintetto vocale torinese a cappella, che proporrà un repertorio di vocal jazz.
Fondato nel 1995, questo gruppo ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: nel 2007, ad esempio, ha vinto a Roma il premio “Voceania”, conferitogli per “l’eclettismo stilistico, capace di voli pindarici elevati. Per l’eleganza timbrica e dinamica delle armonizzazioni vocali”. Ha inoltre partecipato a varie trasmissioni televisive, tra cui “Alle 2 su Rai 1”.

Il programma della serata di venerdì si presenta molto vario, spaziando tra epoche e generi musicali diversi. L’una e Cinque eseguirà brani che vanno dal Rinascimento al ‘900, passando per il jazz, il pop, il canto cinquecentesco, la musica contemporanea (Autumn Leaves, Java Jive dei Manhattan Transfer, Here Comes the Flood di Peter Gabriel, per fare qualche esempio), lo spiritual ed il musical (brani da Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante).

Il concerto avrà inizio alle ore 21:00 e in caso di maltempo si terrà presso il salone Mons. Rosaz. L’ingresso è libero e gratuito.

Per ascoltare un brano (Vois sur ton chemin) cantato da L'Una e Cinque, clicca sul player qui sotto:


.

[OltreRocciamelone] - 10° giorno di Tsamin Francoprovensal: Marco Rey dal lago di Annecy


Lou Tsamin Francoprovensal è giunto martedì 6 luglio ad Annecy.
Marco Rey, dal battello sul lago di Annecy, racconta ad OltreRocciamelone questi primi 10 giorni di viaggio e fa il punto sui quasi 250 km percorsi. Per ascoltare l'intervista, clicca sul player qui sotto:



L'intervista è disponibile anche su Mypodcast.com [qui]
.

[OltreRocciamelone] - Francesco Cilluffo: da Torino a New York sulle ali della musica

Foto da route66.corriere.it
Da Torino a New York sulle ali della musica. Francesco Cilluffo è un giovane direttore e compositore che sta intraprendendo una brillante e promettente carriera.

Nato nel 1979 a Torino, Francesco Cilluffo si è diplomato in direzione d'orchestra e composizione ed ha una laurea in storia della musica.
Dopo il diploma e la laurea, Francesco ha lasciato la sua Torino e si è recato a Londra, dove tra il 2003 e il 2009 ha conseguito un master presso la Guidlhall School of Music and Drama e un dottorato presso il King's College. In quegli anni si è perfezionato con Michael Tilson Thomas (London Symphony Orchestra), Gianluigi Gelmetti (Accademia Chigiana di Siena) e Ivan Fischer (Budapest Festival Orchestra). Dal 2006 è assistente di John Mauceri negli Stati Uniti e in Europa.
Come compositore, si è perfezionato con Robert Keeley, Alexander Goehr e George Benjamin. Ha scritto e diretto per l'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, per l'Electra Ensemble di Amsterdam, per l'Università di Graz.

Nel 2010, un grande evento: la sua opera lirica "Il caso Mortara" è stata rappresentata a New York presso il Dicapo Opera Theatre. Era dai tempi di Puccini che un teatro di New York non commissionava un'opera a un compositore italiano. "Il caso Mortara" prende spunto da una vicenda storica: nel XIX secolo, un bambino ebreo italiano viene sottratto alla famiglia per volere di Pio IX, perchè cresca nella fede cattolica. Per ascoltare un'aria dell'opera (la separazione del bambino, Edgardo, dalla madre) clicca [qui].

Nel 2011 Francesco Cilluffo tornerà a Torino per dirigere un concerto che sarà allo stesso tempo un grande classico e una novità. Per la prima volta verrà eseguito in Italia il Requiem di Mozart nella versione di Robert Levin. Il concerto rientra nella stagione dell'Orchestra Filarmonica di Torino. Insieme ad essa, Cilluffo dirigerà il Coro dell'Accademia Stefano Tempia e il Gruppo Vocale Eufoné (17-18 aprile 2011, Conservatorio G. Verdi).

Francesco Cilluffo racconta ai lettori di OltreRocciamelone il suo percorso personale, l'importanza dell'esperienza all'estero, l'attaccamento alle sue radici torinesi e il perchè della scelta di rappresentare la versione del Requiem proposta da Levin. Per ascoltare l'intervista, clicca sul player qui sotto:


.

[OltreRocciamelone] - Lou Tsamin Francoprovensal: sui passi della lingua francoprovenzale

SUSA – Il 27 giugno, nell’alba di una giornata di sole, il gruppo di camminatori dello Tsamin Francoprovensal ha cominciato il suo lungo viaggio per i monti italiani, francesi e svizzeri.
Dove corre il loro cammino, l’aria pura delle montagne si colora di parole. Parole antiche, mai dimenticate. Parole che questi viaggiatori vogliono vive.

Gli otto componenti della spedizione fanno parte dell’associazione Chambra D’Òc e della sua sessione francoprovenzale chiamata Tsambra Francoprovensal. Occitani e Francoprovenzali si sono uniti per contribuire alla conoscenza della lingua francoprovenzale, in un itinerario ricco di storia e tradizione, ma anche di grande bellezza dal punto di vista paesaggistico.

Il sindaco Gemma Amprino ha salutato i camminatori al castello di Susa: “Sono felice e onorata che Lou Tsamin Francoprovensal parta da Susa e a Susa ritorni”.
Hanno accompagnato i viaggiatori gli uomini del soccorso alpino di Susa, e più di trenta persone unite dall’amore per una lingua che sentono come parte integrante della propria identità culturale. Anche per le prossime tappe sono attesi numerosi partecipanti, attratti dalla possibilità di scambiare le proprie storie e dal fascino della montagna.
Lasciata Susa dopo un paio di canti “inaugurali”, il gruppo si è diretto a Novalesa e di lì ha proseguito per il Moncenisio, dove è giunto nel tardo pomeriggio: una camminata di 16 km per 1250 m di altitudine.

Marco Rey, responsabile della Tsambra, spiega: “L’itinerario, lungo 500 km, tocca i luoghi dove è ancora viva la parlata franco-provenzale. É un percorso ad anello, un giro simbolico dell’area francoprovenzale, che è molto più ampia. Abbiamo scelto una delle zone più belle d’Europa. Inoltre Susa, coi paesi limitrofi, è una delle roccaforti del francoprovenzale. La partecipazione della gente è notevole: sabato, alla festa al castello di susa per l’inizio dello Tsamin, c’erano più di 400 persone. Tutti i giorni saremo ricevuti da comuni e associazioni locali. Faremo delle veillées, delle veglie in cui le persone ci racconteranno del loro paese e della loro tradizione”.

Una linguista, Teresa Geninatti, raccoglierà le testimonianze per registrare le varianti e per trovare alla fine un sistema di scrittura unificato. Verrà compilato un diario di viaggio, che al termine del percorso potrà diventare un libro e che giorno per giorno viene pubblicato sulla pagina facebook dello Tsamin, grazie a Marzia Rey. Inoltre, la documentarista Elisa Nicoli gira video che diventeranno un documentario. Già il primo giorno sono state realizzate molte interviste in francoprovenzale.

 Questi viaggiatori dello Tsamin Francoprovensal non vogliono vivere nel passato, ma vogliono che il passato faccia parte del loro futuro. Non sfuggono all’innovazione, ma con essa trasmettono la loro tradizione. Detta in francoprovenzale, la frase “Vou éspètèn a la tapa d’eummeun”, vi aspettiamo alla tappa di domani, assume un nuovo significato.




Per ascoltare l'intervista a Marco Rey prima dell'inizio del cammino, clicca [qui].



Per ascoltare l'intervista a Peyre Anghilante al termine della prima tappa, clicca [qui].



Da un articolo di Jenny Cuk pubblicato su Luna Nuova n.49 anno 2010.
.

[OltreRocciamelone] - Susa: 6° Raduno Lancia Delta Integrale

SUSA (TO) – Un rombo di motori nella quiete della domenica mattina nel centro segusino.
Il 27 giugno si è tenuto in piazza Savoia il raduno automobilistico dedicato alla Lancia Delta Integrale, giunto alla sesta edizione.

Hanno partecipato automobilisti provenienti da parecchie zone del Piemonte e da varie regioni italiane, tra cui la Val d’Aosta, la Lombardia e la Toscana.

La manifestazione si era aperta già sabato con un giro al Sestrière, mentre nella giornata di domenica, iniziata con l’intervento del sindaco Gemma Amprino, le auto hanno formato un corteo che si è diretto al Moncenisio.

Paolo Chevron, con la sua Lancia 
La Delta ha un passato glorioso: è l’auto che ha vinto il maggior numero di campionati mondiali di rally, con sei titoli tra il 1987 e il 1992.
Notevole anche la presenza femminile al raduno, a sfatare lo stereotipo secondo cui donne e motori non legano!

Per ascoltare le testimonianze degli appassionati, clicca [qui].